Un esempio per tutti, è il laser ad Argon che emette un fascio di luce
verde che essendo complementare al rosso, è assorbito dallemoglobina del globulo
rosso, permettendo di coagulare dei piccoli capillari senza intaccare la cute soprastante.
- Altri tipi di laser particolarmente diffusi sono il diodico e il
laser a CO2 che agiscono principalmente su tessuti ricchi di acqua.
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Ricordiamo che i laser ad
emissione colorata, per lavorare correttamente, utilizzano un cromoforo per colorare le
lesioni non
- complementari al colore del raggio emesso, ed in alcuni casi per evitare la
diffusione ai tessuti circostanti.
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- Diapositiva 10 La radiofrequenza del radiobisturi, come anche la luce
o i fotoni del laser, può essere assorbita, riflessa, diffusa, diffratta o trasmessa,
mentre, la corrente elettrica del felc può solo essere condotta.
- Questa differenza sostanziale spiega i differenti risultati che si
ottengono utilizzando luna o laltra forma di energia.
- Infatti ciascuno di questi apparecchi è nato dallesigenza di
poter effettuare un particolare tipo di intervento che con gli altri presidi risulta poco
efficace o particolarmente complicato
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- Diapositiva 11 Lincremento termico nei tessuti trattati con la
radiofrequenza, dipende essenzialmente da cinque fattori: la resistenza elettrica
presentata dai tessuti, la durata degli impulsi erogati dal radiobisturi, la tensione
utilizzata, la superficie di contatto tra elettrodo e cute, la dissipazione termica del
tessuto.
- Per comprendere meglio questi fattori li analizzeremo uno per uno.
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- Diapositiva 12 Il primo fattore da considerare risulta la tensione,
intesa come differenza di potenziale sul puntale del radiobisturi.
- Infatti, allaumentare della tensione, aumenta la quantità di
calore ceduta al tessuto.
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- Diapositiva 13 Il secondo fattore da considerare è il tempo medio
degli impulsi, infatti se aumenta il tempo di erogazione di una qualsiasi forma di energia
su un tessuto, aumenta anche la quantità di calore ceduta.
- Oggi le apparecchiature in nostro possesso, sono molto sofisticate
siano esse laser, radiobisturi o felc.
- Con esse, possiamo, programmando la durata del singolo impulso, la
durata del treno di impulsi e la potenza erogata, cedere una determinata quantità di
calore creando un aumento di temperatura tale da coinvolgere in modo corretto i tessuti
circostanti.
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- Diapositiva 14 Terzo fattore è la superficie di contatto.
- Infatti, a parità di potenza, se si utilizza un puntale di calibro
minore(radiobisturi), o uno spot di emissione più piccolo(laser), lincremento
termico nel punto di contatto sarà maggiore.
- Un esempio meccanico di questo principio è rappresentato dalla
puntina da disegno.
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- Diapositiva 15 Quarto fattore: la Reattanza del tessuto.
- Per reattanza di un tessuto, si intende la resistenza che esso offre
al passaggio di una corrente alternata.
- Lesioni discheratosiche, corneificate sulla superficie, o
seborroiche, presentano una resistenza elettrica elevata al passaggio della corrente.
- Esempi sono un corno epidermico, una verruca plantare, una formazione
discheratosica virale, una verruca seborroica.
- In questi casi il radiobisturi, per compensare il minor passaggio di
corrente dovuto alla resistenza elevata di queste lesioni, deve utilizzare potenze tanto
elevate da non essere facilmente controllabili,
- In questi casi, il chirurgo tende ad aggredire la lesione dal lato,
dove, trovando dei tessuti sani, trova una zona a conducibilità elettrica nella norma.
- Così facendo, però, si causeranno degli avvallamenti intorno alla
superficie di taglio, con una cicatrice antiestetica sia per questi avvallamenti sia per
le discromie dovute alleccessivo approfondimento nei tessuti con interessamento dei
melanociti.
- Il Laser, invece, dovrà fare i conti con lo scarso con lo scarso
contenuto di acqua di queste lesioni(Laser a CO2) o con lo scarso coefficiente di
assorbimento fotonico dovuto alla riflessione della luce ad opera delle squame cornee
della lesione ed alla mancanza di complementarietà di colore.
- In questo caso il chirurgo ricorrerà allutilizzo di un
cromoforo colorare la lesione da operare con un colore complementare a quello del laser
utilizzato.
- Il vero problema in questo caso è rappresentato dal fatto che la
lesione sarà bruciata dal pigmento usato per colorarla, non dal laser.
- Nel caso di utilizzo di cromofori si avranno esiti imprevedibili per
quanto riguarda il perfetto livellamento della cute sana sottostante la lesione.
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- Diapositiva 16 Ultimo fattore, importante da valutare prima di ogni
intervento è la dissipazione termica che presenta il tessuto da operare ed il contesto
dei tessuti circostanti.
- Un tessuto discheratosico tipo un tiloma, conduce male sia la
corrente elettrica sia il calore.
- Infatti si comporta come un pezzo di legno sul quale si appoggi una
sfera arroventata.
- Si avrà un danno termico nel punto di contatto, senza bruciare i
tessuti circostanti isolati termicamente.
- Un esempio di grande conducibilità termica è rappresentato dalle
mucose.
- Rifacendoci allesempio della sferetta arroventata, se applicata
su una mucosa, creerà un danno termico in unarea più vasta e profonda rispetto ad
un tessuto discheratosico, ma con un incremento termico minore in quanto, a parità di
massa termica(la sferetta), i tessuti coinvolti sono maggiori.
- Per operare correttamente su tessuti buoni conduttori termici,
dovremo utilizzare tempi brevi per ogni singolo impulso e potenze elevate, per non
danneggiare i tessuti sani circostanti.
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- Diapositiva 17 Riepilogando: si ottiene un incremento termico per
effetto Joule se aumenta la tensione, il duty cicle o la reattanza del tessuto.
- Viceversa se faremo diminuire la superficie di contatto o la
dissipazione termica.
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- Diapositiva 18 Analizziamo,ora i vari apparecchi per chirurgia e le
loro caratteristiche.
- Il Radiobisturi, come già detto utilizza onde radio.
- In base alla frequenza di emissione di queste radioonde sono
classificati in modo diverso.
- Per Elettrobisturi si intende un apparecchio che eroga radiofrequenza
fino a 600 chiloertz, per diatermocauterio si intende un apparecchio che eroga
radiofrequenza comprese tra 600 e 1500 chiloertz mentre per radiobisturi si intende un
apparecchio che eroga radiofrequenza oltre 1500 chiloertz.
- Oggi si utilizzano radiobisturi con frequenze fino a sei megahertz e
programmabili in tutti i parametri con un sistema open source di programmazione (quindi
non preimpostati) permettendo alloperatore di spaziare su una gamma di interventi
fino ad ora impensabili.
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- Diapositiva 19 Per comprendere limportanza della frequenza di
emissione in un radiobisturi, inseriamo in della chiara duovo, un puntale costituito
da un ago da 32 gouges e lungo cinque centimetri connesso con il nostro
radiobisturi.
- Con una radiofrequenza di 600 kilohertz vedremo punti di coagulazione
diffusi, mentre la chiara duovo coagulerà in modo omogeneo per tutta la lunghezza
dellago ed in particolare nel punto di penetrazione.
- Sempre con la stessa frequenza, se, con una punta sferica da 2mm,
trattiamo una neoformazione superficiale con 40 watt e 10 mSec, vedremo che la parte
trattata assumerà laspetto di una ustione di primo grado sanguinante.
- Con una radiofrequenza di 1150 chiloertz vedremo tutto il campo
decisamente pulito rispetto ai 600 kHz mentre la chiara duovo coagulerà in modo
omogeneo per tutta la lunghezza dellago leggermente meno nel punto di penetrazione.
- Su una neoformazione superficiale, sempre con una punta sferica da
2mm e sempre con 40 watt e 10 mSec vedremo che la parte trattata assumerà sempre
laspetto di una ustione di primo grado ma in questo caso non sanguinante.
- Con una radiofrequenza di 1950 kHz vedremo la chiara duovo
pulita in tutto il campo mentre la coagulazione intorno allago avverrà con un
aspetto a bacchetta di tamburo con un minimo coinvolgimento del punto di penetrazione.
- Sulla solita neoformazione superficiale, sempre con una punta sferica
da 2mm e con 40 watt 10 mSec vedremo che la parte trattata assumerà ora laspetto di
una crosta non sanguinante e con scarso, se pur presente, coinvolgimento dei tessuti
circostanti.
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- Diapositiva 20
- Diapositiva 21
- Diapositiva 22
- Diapositiva 23 Il F.EL.C., nasce dallesigenza di intervenire su
tessuti che conducono male elettricamente e che come già visto, presentano delle
difficoltà per il radiobisturi e che essendo poveri di acqua o non pigmentati,
presenterebbero delle difficoltà anche per il laser.
- Il F.EL.C. è lacronimo di: flusso di elettroni convogliati.
- Il felc utilizza solo elettroni con potenze molto piccole per
ottenere gli stessi risultati di un laser o di un radiobisturi molto potenti.
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- Diapositiva 24 Il F.EL.C., nasce dallesigenza di intervenire su
tessuti che conducono male elettricamente e che come già visto, presentano delle
difficoltà per il radiobisturi e che essendo poveri di acqua o non pigmentati,
presenterebbero delle difficoltà anche per il laser.
- Il F.EL.C. è lacronimo di: flusso di elettroni convogliati.
- Il felc utilizza solo elettroni con potenze molto piccole per
ottenere gli stessi risultati di un laser o di un radiobisturi molto potenti.
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- Diapositiva 25 Un esempio di utilizzo del felc è rappresentato da
una lesione seborroica in una zona particolarmente sensibile come lo scavo ascellare ed il
fianco, in un soggetto che non può o non vuole essere anestetizzato.
- La lesione seborroica è un cattivo conduttore e non si presta ad
essere trattata senza anestesia.
- Durante lintervento si osserva il fumo prodotto dalla
combustione dei tessuti malati e la totale assenza di arrossamento nei tessuti
circostanti.
- La bassa potenza utilizzata senza coinvolgere i tessuti circostanti,
è il motivo dellassenza di discromie e avvallamenti nel post operatorio e nel
controllo a 90 giorni
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